#lamiaesperienzainmaniamiche | Genoeffa, grinta, sorrisi e concretezza per la collettività

La nostra rubrica oggi ci porta alle radici stesse di Mani Amiche.

Per questo quinto appuntamento presentiamo uno dei volti iconici e storici della nostra famiglia: Genoeffa Scarlino.

Genoeffa non è stata una semplice spettatrice dell’evoluzione dell’associazione, ma è stata coinvolta attivamente sin dalla riunione di fondazione, quel momento di confronto che ha poi portato a ufficializzare la nascita di Mani Amiche il 19 maggio 1992. In quegli anni, era già testimone della realtà che stava nascendo, chiamata a dare il suo contributo dal Dottor Baldi.

GENOEFFA, TU  ERI GIÀ ATTIVA NEL VOLONTARIATO QUANDO IL DOTTOR BALDI TI COINVOLSE IN QUESTA AVVENTURA. COSA TI SPINSE A DIRE DI SÌ?

“Il Dottor Baldi mi conosceva bene perché ero già volontaria AVO in ospedale, un impegno che ho portato avanti simultaneamente a Mani Amiche per ben 25 anni. In me l’istinto di aiutare il prossimo è sempre stato fortissimo; pensate che da ragazza dicevo a mia madre che il mio sogno era andare in Africa! Il Dottore apprezzava la mia vocazione alla solidarietà, per questo volle integrarmi in questo nuovo progetto sin dalle primissime riunioni. Ne fui entusiasta e non potetti certo tirarmi indietro.”

SEI NOTORIAMENTE UNA FIGURA “PIGNOLA” NELLA GESTIONE DEI TURNI E DELLA SEGRETERIA. DICCI QUAL È IL SEGRETO DI UN BUON EQUIPAGGIO?

“Più che pignola, mi definirei scrupolosa, attenta alla qualità del servizio. Sin dagli anni ’90 mi occupo della segreteria e dei turni, e la mia preoccupazione principale è sempre stata la composizione degli equipaggi: tengo molto a combinare i volontari in base al loro grado di esperienza basandomi sulla patologia della persona da trasportare. Questo perché ogni paziente ha esigenze specifiche e l’equipaggio deve essere pronto e adatto a gestirle al meglio.”

TRA LE TANTE COSE, SEI ANCHE ALLA “REGIA” DELLA CELEBRE “TOMBOLATA SOLIDALE”. COME RIESCI A COINVOLGERE COSÌ TANTO LA CITTADINANZA?

“La tombolata è un evento di lunga data nato prima come iniziativa rivolta ai soci e poi esteso dagli anni 90 alla collettività a cui lavora l’intera associazione con grande spirito di collaborazione. Saper coinvolgere così tanti partner e persone è un’indole di famiglia: come i miei fratelli, tra cui Pasquale Scarlino molto conosciuto a Cava per la sua attività a capo del CSI, ho una spiccata chiacchiera e con un pizzico di determinazione riesco sempre a convincere tanti amici e commercianti a sostenere con i loro premi questo attesissimo appuntamento che poi nasce per divertirci e dare un contributo simbolico alle attività dell’associazione. Vedere la gioia della gente e sapere che quel ricavato sarà ben speso è la mia gratificazione più grande.”

C’È UNA FIGURA CHE PORTI NEL CUORE PIÙ DI ALTRE IN QUESTO LUNGO PERCORSO?

“Senza dubbio lo storico presidente Antonio Lodato. Era una figura diplomatica, capace di usare ‘il bastone e la carota’ con una sensibilità innata. Sapeva approcciarsi ad ogni singolo volontario con l’atteggiamento giusto, operando sempre con grande scrupolosità.”

IN TRENT’ANNI AVRAI VISSUTO MILLE ANEDDOTI. CE NE RACCONTI UNO CHE TI È RIMASTO IMPRESSO?

“Ricordo una notte in cui proprio Antonio Lodato mi chiamò per avere le chiavi della sede: c’era una bambina da trasportare d’urgenza da Salerno a Roma. Il padre della piccola era così stravolto dall’accaduto da non riuscire a mantenere lucidità. Antonio prese in mano la situazione con estrema calma e fermezza. E quel papà ne fu davvero grato: tornò in associazione carico di riconoscenza per esser stato supportato con tanta premura.

Erano in tantissimi a quell’epoca e anche negli anni successivi ad elogiare la dedizione, efficienza e tempestività dei volontari di Mani Amiche coinvolti sempre a titolo gratuito e senza i tanti ostacoli burocratici odierni, in tante emergenze del territorio. Ma accanto a questi episodi a lieto fine siamo stati testimoni anche di meravigliose storie d’amore nate tra i soci, ne ricordo una con affetto: quella di Peppe D’Amico, oggi medico al Nord, che ha conosciuto proprio in associazione la sua compagna di vita, iscrittasi in associazione dopo una grande tragedia personale.”

CHE CONSIGLIO DARESTI AI CURIOSI CHE SI AVVICINANO ALL’ASSOCIAZIONE?

“Gli direi certamente di donarsi, ma anche di non essere superficiali. Siate oculati prima di salire in ambulanza e meticolosi in qualsiasi altra mansione in associazione, consapevoli della responsabilità e del ruolo che ricoprite. L’associazione richiede impegno, attenzione e tanta buona volontà, con questa mentalità saremo pronti ad accogliervi a braccia aperte!

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