#lamiaesperienzainmaniamiche | Imma Manzo: la determinazione di chi trasforma una promessa in missione
La nostra rubrica #lamiaesperienzainmaniamiche continua a tessere la trama di questa grande famiglia.
Dopo aver ascoltato il racconto di Genoeffa che ci ha riportato alle radici di Mani Amiche, oggi facciamo spazio a una voce più giovane ma non meno esperta e gioviale. Parliamo di Imma Manzo, un vulcano operativo che da circa 15 anni anima la nostra sede.
Imma è l’emblema dell’operatrice “tuttofare”: una scalata costante fatta di umiltà, entusiasmo e competenza, partendo dal ruolo di assistente, passando per quello di barelliera, fino a diventare oggi una delle nostre driver più affidabili.



IMMA, 15 ANNI IN ASSOCIAZIONE SONO UN TRAGUARDO IMPORTANTE. QUAL È STATA LA SCINTILLA CHE TI HA PORTATA QUI?
“Tutto è nato da un momento molto intimo e difficile: la malattia di mio padre.
In quel periodo feci una promessa a me stessa, ovvero che sarei diventata una donatrice di sangue. Per varie ragioni però, non riuscii a concretizzare quel desiderio. Ricordo che un giorno venni in associazione per l’ennesima volta e andai via davvero dispiaciuta per non esserci riuscita.
Proprio in quel frangente conobbi Vincenzo Vitale, che in seguito mi contattò privatamente sui social per invitarmi a diventare una di loro. Ero un po’ titubante all’inizio, ma decisi di iscrivermi al corso, ed eccomi qua, quindici anni dopo!”
SEI PARTITA COME ASSISTENTE E OGGI SEI AL VOLANTE DELL’AMBULANZA. COME HAI VISSUTO QUESTA EVOLUZIONE?
“È stato un percorso naturale. In Mani Amiche non ci si ferma mai e impari che ogni ruolo è fondamentale.
Ho sempre cercato di mettermi a disposizione dove c’era bisogno, imparando ogni giorno dai colleghi più anziani.”
C’È UN ANEDDOTO PARTICOLARE O UN MOMENTO CHE PORTI NEL CUORE?
“In realtà non ho un singolo episodio da raccontare, perché per me ogni manifestazione e ogni assistenza è un mondo a sé. Porto con me le risate con i colleghi nei momenti di pausa, ma anche quelle silenziose preghiere che facciamo tra noi affinché tutto vada bene durante un intervento. L’emozione che provo ogni volta che indosso questa divisa non cambia mai: mi riempie il cuore di orgoglio.”
SAPPIAMO CHE HAI ANCHE CONTRIBUITO AD “ALLARGARE” QUESTA FAMIGLIA…
“Sì! Ho trascinato in questa avventura Elena Lambiase, una cara collega a cui voglio molto bene. È bello poter condividere questa missione con le persone che stimi anche fuori dall’ambito associativo; rende il legame ancora più forte.”
CI TENEVI A RINGRAZIARE QUALCUNO IN PARTICOLARE…
Sì, mi preme ringraziare Enzo Vitale per avermi spronato sin dal primo incontro a diventare un volontario. Un ringraziamento speciale anche a Vincenzo Spatuzzi per aver creduto in me in qualità di autista, a Sergio Scuoppo per la fiducia e a tutti i miei colleghi che con me condividono i turni.
IMMA, QUALE CONSIGLIO DARESTI A CHI STA PENSANDO DI ISCRIVERSI AL PROSSIMO CORSO?
“Dico solo una cosa: credeteci sempre. Il bene ha sempre una marcia in più e dedicarvi agli altri vi renderà persone migliori. Non abbiate paura di mettervi in gioco, perché quello che riceverete in termini di umanità sarà sempre molto più di quello che darete.”




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