#lamiaesperienzainmaniamiche | Domenico Landuccio: dalle visite in sede da bambino al servizio civile, una casa che resta nel cuore
Spesso le scelte più importanti maturano nel tempo, partendo da esperienze vissute fin da bambini. La storia di Domenico Landuccio ne è un esempio: un interesse per il volontariato nato osservando la propria famiglia e concretizzatosi poi grazie al Servizio Civile Universale, che gli ha permesso di entrare attivamente in Mani Amiche. Anche se oggi le dinamiche della vita e un’importante opportunità professionale lo tengono lontano da Cava, il suo cuore continua a battere forte per quella divisa arancione, custode di un’esperienza indimenticabile e di amicizie che il tempo e la distanza non potranno mai scalfire. Oggi Domenico ci racconta il suo viaggio tra servizio, crescita e affetti sinceri.
DOMENICO, IL TUO LEGAME CON MANI AMICHE RISALE A QUANDO ERI BAMBINO. COME TI SEI AVVICINATO A QUESTA REALTÀ PRIMA ANCORA DI DIVENTARNE PARTE ATTIVA?
“Conosco l’associazione Mani Amiche sin da quando ero bambino. Mio zio, Ciro Avagliano, ne fa parte da molti anni e l’ho sempre visto indossare la divisa arancione con orgoglio e dedizione. Vederlo così impegnato ha fatto nascere in me, col tempo, una grande curiosità verso il mondo del volontariato.
Anche il Presidente dell’associazione era una figura che conoscevo già e, ogni tanto, mi capitava di andare in sede per trascorrere del tempo lì, soprattutto quando mio zio era impegnato in servizio. Respiravo quell’aria di solidarietà e di comunità fin da piccolo, ed era un ambiente che mi affascinava molto.”
ALL’INIZIO DELLO SCORSO ANNO HAI DECISO DI FARE UN PASSO IN PIÙ, PRESENTANDO LA DOMANDA PER IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE. COM’È STATO L’IMPATTO CON IL SERVIZIO ATTIVO?
“Sì, ho deciso di fare un passo in più e di non essere più solo uno spettatore. Nel mese di maggio ho iniziato ufficialmente questo percorso di Servizio Civile Universale presso Mani Amiche.
Durante il servizio civile ho avuto modo di svolgere diverse attività: trasporti sanitari, assistenze, consegne di farmaci e alcuni turni in segreteria. In ogni incarico ho sempre cercato di dare il massimo, con disponibilità e voglia di fare, senza riuscire a stare fermo troppo a lungo: sentivo continuamente il bisogno di rendermi utile per l’associazione.
Proprio per questo mio bisogno di rendermi utile a 360 gradi, non mi sono mai risparmiato nemmeno per i piccoli e grandi lavori di manutenzione. Se c’era da riparare qualcosa, sistemare la sede o rimboccarsi le maniche per rendere i nostri spazi più funzionali e accoglienti, ero sempre pronto. Per me, prendersi cura dell’associazione significa anche curare la nostra ‘casa’ comune, facendosi trovare pronti in ogni necessità.”
DOPO CIRCA SETTE MESI LA VITA TI HA MESSO DAVANTI A UNA SVOLTA LAVORATIVA CHE OGGI TI TIENE LONTANO DA CAVA, MA TU HAI SCELTO DI NON SPEZZARE IL FILO CON L’ASSOCIAZIONE. COME MAI QUESTA SCELTA?
“È andata proprio così. Dopo circa sette mesi ho dovuto interrompere il mio percorso di servizio civile per intraprendere una nuova e importante esperienza lavorativa. È stata una decisione fondamentale per il mio futuro, ma non volevo affatto che coincidesse con un addio alla mia seconda famiglia.
Nonostante la distanza geografica e i nuovi impegni, ho scelto di continuare a far parte di Mani Amiche come volontario effettivo, perché il legame con l’associazione per me è rimasto forte. Il senso di appartenenza a questa realtà non si cancella solo perché si lavora altrove.”

IL SERVIZIO CIVILE È ANCHE SINONIMO DI CONDIVISIONE. CHE RAPPORTO SI È CREATO CON GLI ALTRI RAGAZZI CON CUI HAI CONDIVISO QUESTI MESI?
“In quei mesi ho avuto modo di consolidare rapporti già esistenti e di crearne di nuovi, condividendo il percorso con altri cinque ragazzi del servizio civile. Tra noi si è creato un bel clima di collaborazione e amicizia, che è andato ben oltre il contesto associativo.
Sono nati legami speciali che, nonostante la distanza e le nostre vite prese da mille impegni, ancora oggi accompagnano la mia quotidianità.”
DA RAGAZZO CHE SI PORTA DIETRO QUESTA INTENSA ESPERIENZA, QUAL È IL MESSAGGIO PIÙ IMPORTANTE CHE TI SENTI DI LASCIARE A CHI VORREBBE INTRAPRENDERE QUESTO PERCORSO?
“È stata un’esperienza intensa e significativa, che mi ha permesso di crescere molto come persona e di rafforzare il mio desiderio di continuare a impegnarmi nel volontariato.
Ai ragazzi che verranno dopo di me dico solo di cogliere questa opportunità senza pensarci due volte. Vi lascerà addosso un bagaglio di umanità, di amicizia e di valori che vi accompagnerà ovunque deciderete di andare nella vostra vita.”
Ti piacerebbe vivere un’esperienza formativa, umana e intensa come quella di Domenico? Le porte di Mani Amiche sono sempre aperti per chi ha voglia di fare la differenza. Passa a trovarci in sede e ti daremo tutte le info per unirti a noi!


