#lamiaesperienzainmaniamiche | Antonella Carleo: operatrice “tuttofare” sempre in prima linea

Per la rubrica #lamiaesperienzainmaniamiche oggi vi raccontiamo la storia di chi, con precisione e dedizione, garantisce che ogni ingranaggio della nostra associazione giri nel verso giusto.

È la volta di Antonella Carleo. Definirla semplicemente una volontaria sarebbe riduttivo: Antonella è una trottola: non ama star ferma. Una vera “tuttofare”, capace di passare con disinvoltura dal volante dell’ambulanza alla gestione rigorosa del magazzino sanitario.

Con otto anni di servizio alle spalle, ha saputo conquistare la fiducia dei veterani grazie a un mix raro di operatività, pragmatismo e sensibilità, rendendo l’associazione non solo un luogo di impegno, ma la sua vera seconda casa.

ANTONELLA, IL TUO INGRESSO IN MANI AMICHE RISALE AL 2018. COSA TI HA SPINTA A COMPIERE IL GRANDE PASSO?

“Incontrare i volontari di Mani Amiche durante le assistenze pubbliche mi aveva sempre suscitato una grande ammirazione. Guardavo le loro divise e pensavo: ‘Chissà se un giorno avrò il tempo di dedicarmi anche io agli altri’. La molla definitiva è scattata quando ho visto la locandina del nuovo corso. In quel momento ho sentito il bisogno di rompere la monotonia della routine quotidiana tra casa, famiglia e lavoro. Cercavo qualcosa che desse un senso diverso alle mie giornate ed entrare in questa splendida realtà è stata la scelta migliore che potessi fare.”

IN QUESTI OTTO ANNI HAI RICOPERTO TANTI RUOLI, FINO A DIVENTARE RESPONSABILE DEL MAGAZZINO SANITARIO. QUANTO CONTA L’ORGANIZZAZIONE NEL TUO OPERATO?

“È fondamentale. Il mio compito principale è assicurarmi che il vano sanitario sia sempre pronto all’uso: ogni presidio, ogni garza e ogni strumento deve essere al proprio posto perché durante un’emergenza non si può perdere tempo. Ma non è solo una questione di controllo: cerco di responsabilizzare tutti i colleghi affinché si sentano parte di questo processo. Voglio che anche in mia assenza ognuno sappia muoversi con competenza; far sentire gli altri partecipi è il modo migliore per far crescere l’associazione”.

HAI VISSUTO IL PERIODO DIFFICILE DEL LOCKDOWN IN PRIMA LINEA. C’È UN RICORDO CHE TI PORTI DENTRO DI QUEI GIORNI?

“Sì, ho un ricordo vivissimo di quando consegnavamo farmaci fino a tarda sera. Incontravamo molti anziani soli. Non dimenticherò mai una signora che inventava scuse banali pur di trattenermi qualche minuto in più a parlare. La sua solitudine era tangibile. Ogni volta che andavo via provavo un forte magone: lasciarli nel loro isolamento, dopo aver condiviso una piccola chiacchierata, era la parte più dura del servizio. In quei momenti capisci che il volontariato è fatto di gesti tecnici, ma soprattutto di presenza umana”.

MANI AMICHE PER TE È STATA ANCHE UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA E DI AFFETTI…

“Assolutamente sì! Nel 2021 sono riuscita a coinvolgere mia figlia Adriana, che ha poi svolto qui il Servizio Civile e continua tuttora a far parte della nostra famiglia. Oltre a questo, ho tantissimi ricordi spensierati: dalle cene ai corsi di formazione, fino ai pomeriggi passati in sede. In questi otto anni ho incontrato persone meravigliose con alcune delle quali sono nate amicizie importanti. E con una in particolare è nato un legame profondo, un rapporto speciale che va oltre la vita associativa”.

I VETERANI HANNO CREDUTO IN TE FIN DA SUBITO. COSA DIRESTI A CHI INIZIA OGGI?

Direi di abbracciare questa esperienza con entusiasmo, lo stesso che ho avuto io. Qui ho trovato persone che mi hanno dimostrato rispetto e affetto fin dal primo giorno. Però, vorrei ricordare ai nuovi che questo è un impegno serio: siamo a contatto con persone in situazioni di emergenza. Servono serietà, umiltà e una grande voglia di imparare. Ringrazio ogni giorno di far parte di Mani Amiche: è un’esperienza che ti riempie la vita“.

 

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