#lamiaesperienzainmaniamiche | Francesco Pisapia: un super tifoso “in borghese arancio”
La nostra rubrica #lamiaesperienzainmaniamiche si arricchisce oggi di una testimonianza che parla di entusiasmo, giovialità e spirito di squadra.
Protagonista di questo appuntamento è Francesco Pisapia, attualmente segretario dell’associazione e volontario autista. Francesco è una di quelle figure che “fanno gruppo” naturalmente: solare, disponibile e con una passione viscerale per la sua città e per la Cavese, che segue da fondo campo in divisa arancio Mani Amiche. Entrato nella nostra famiglia nel 2022, ha saputo coniugare in breve tempo il rigore del ruolo amministrativo con la prontezza operativa di chi sta al volante dei mezzi di soccorso.
FRANCESCO, IL TUO INGRESSO IN ASSOCIAZIONE È RECENTE MA MOLTO INTENSO. COSA TI HA SPINTO A DIVENTARE UN VOLONTARIO DI MANI AMICHE?
“Il desiderio di aiutare gli altri è qualcosa che ho sempre covato dentro, come un fuoco silenzioso che aspettava solo l’occasione giusta per divampare. Nel 2022 ho deciso che era il momento di passare dalle intenzioni ai fatti. Cercavo un modo concreto per mettermi al servizio della comunità e in Mani Amiche ho trovato la dimensione ideale: una realtà dove l’efficienza del soccorso si sposa perfettamente con il calore umano.”
OLTRE AL TUO IMPEGNO COME SEGRETARIO, SEI UN AUTISTA. QUAL È L’ASPETTO DEL SERVIZIO CHE TI REGALA PIÙ SODDISFAZIONE?
“Senza dubbio il contatto con le persone, specialmente con gli anziani. Quando effettuiamo i trasporti sanitari, si creano dei momenti di intimità inaspettata. Molti pazienti sentono il bisogno di raccontarsi, di condividere pezzi della loro vita. Vedere la luce nei loro occhi quando capiscono che li stai ascoltando davvero, e non solo assistendo è impagabile. Quella gratitudine silenziosa ti ripaga di ogni fatica.”
IL TUO ISTINTO È STATO RECENTEMENTE PROVATO SUL CAMPO, PROPRIO DURANTE UNA PARTITA DELLA TUA AMATA CAVESE. CI RACCONTI COSA È SUCCESSO?
“È un episodio che non dimenticherò. Eravamo in servizio allo stadio quando un signore ha iniziato a manifestare un malessere. Inizialmente sembrava qualcosa di lieve, ma ho avuto un presentimento forte, una sensazione che fosse in corso qualcosa di molto più serio, un infarto. Abbiamo agito tempestivamente portandolo in ospedale. Quando il medico del Pronto Soccorso mi ha confermato che il mio sospetto era esatto, ho provato un brivido: in quel momento capisci quanto conti la prontezza, ma anche quell’attenzione ai segnali che impari solo stando sul campo.”
SEI CONOSCIUTO PER IL TUO CARATTERE SOCIEVOLE CHE AIUTA A FARE SQUADRA. QUANTO CONTA IL GRUPPO IN ASSOCIAZIONE?
“Conta tutto. Per me è naturale cercare di creare armonia; credo che un clima sereno tra noi volontari si rifletta direttamente sulla qualità dell’aiuto che diamo ai pazienti.”
QUALE CONSIGLIO TI SENTI DI DARE A CHI SI AVVICINA OGGI PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO DEL VOLONTARIATO?
“Direi di approcciarsi con umiltà e spirito di servizio. Il mio motto è: cercare sempre di aiutare il prossimo dando il massimo, pur conoscendo e rispettando i propri limiti. Non serve essere supereroi, serve essere persone presenti, preparate e, soprattutto, disposte a metterci il cuore.”





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